Il calcio italiano è come l’editoria italiana

Plutonia Experiment

Weah e Baggio celebrano il gol del fantasista rossonero durante la gara vinta per 4 a 2 dal Milan sul Goteborg ieri sera a San Siro. (Ap Photo/Carlo Fumagalli)

Pochi giorni fa ho avuto modo di fare una piacevole conversazione con un amico che si occupa di giornalismo sportivo, e che è stato anche autore di un paio di saggi sul calcio. Niente nomi, visto che la nostra è stata una chiacchierata informale, non un’intervista.
Tra le tante cose interessanti emerse dal nostro scambio di pareri è emerso un parallelismo piuttosto strano – ma a mio parere azzeccato – tra il calcio italiano e l’editoria italiana.
Entrambi i settori erano, fino a un decennio fa, vitali, ricchi e pieni opportunità. Erano parti fondamentali dell’economia dell’entertainment italiano.
Entrambi vivono un presente fatto di ristrettezze economiche, di scarsi investimenti, di disinteresse generalizzato.
Ma quali sono i fattori che hanno portato i due settori a questo tracollo?
Vi elenco unicamente quelli che valgono sia per il calcio che per l’editoria.
Poi mi saprete dire.

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