Lo specchio

Enrico Garrou

Sono andato al mercato delle magie lassù su nuvole incantate,
in una piazza lastricata con pietre che ridono
con intorno alberi smeraldo con foglie blu che ballano nel cielo,
sui rami usignoli che sanno mordere il tuo cuore
e roseti con languide rose, lussuriose peonie, e iris leggiadri come labbra.
Sui banchi avori caldi e delicati come ventri di donna,
stoffe con le trasparenze della luna e pezzi di cielo
da appendere nei pensieri di chi ha perso le perle della passione,
piume per cancellare la tristezza nelle fanciulle, e mille altre magie:
dai venditori di gocce di miele celeste per chi ama
ai creatori di arcobaleni per divertire i cuori dei bambini.
Giullari con bocche che ridono sempre ma che non puoi baciare,
scultori che scolpiscono suoni che diventano rugiada,
e i musici che, attraverso il suono, creano visioni.
Si, la vita in quel mercato e labbra e occhi…

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